SOS AMBIENTE ITALIA – Franco Tassi

SOS AMBIENTE ITALIA – Franco Tassi

SOS AMBIENTE ITALIA

VOCES CLAMANTES IN DESERTO

di Franco Tassi

Un brusìo sommesso di lamentele, che però stanno ora amplificandosi sempre di più. La protesta della cittadinanza attiva, che pur se frammentata in mille rivoli, da molto tempo aspirava a un forte cambiamento. Che aveva sostenuto questo Governo, convinta che fosse almeno un primo passo necessario per spazzar via la “mala-politica”, puntando nella direzione giusta … Ma ora il Governo, malgrado l’impegno e nonostante qualche indubbio mutamento di rotta, rischia di frantumarsi su uno dei punti cruciali, l’Ambiente. Perché emergono voltafaccia, ripensamenti, contraddizioni, e lo stesso Ministro dell’Ambiente Sergio Costa si trova assediato da mine vaganti, che potrebbero esplodere da un momento all’altro.

Premessa essenziale, che va chiarita anche a nome dei numerosi attivisti che a noi fanno capo, pregandoci di intervenire. Del Ministro abbiamo la massima stima, nulla a che fare con i suoi predecessori: ha già dato prova di affrontare i problemi ecologici con molta competenza e decisione, stroncando il malaffare e attuando nuove strategie contro i rifiuti, le plastiche e altri danni ambientali. Ma sul fronte principale non sembra ancora troppo attivo, forse spaesato, o mal consigliato, oppure schiacciato dall’alleanza ossimorica delle forze dominanti.

Gli lanceremo quindi al volo qualche semplice suggerimento del tutto disinteressato. I temi ecologici negletti sono proprio quelli più vitali: Natura, Paesaggio, Foreste, Biodiversità, Aree Protette. Quelli su cui nel resto d’Europa, ben diversamente che in Italia, avanzano prepotentemente i Partiti Verdi in netta ripresa. Vediamoli in rapida sintesi, uno dopo l’altro.

Natura?

Si può consentire ancora la corsa al massacro ecologico a vantaggio di pochi, rappresentata da TAV, TRIV, TAP, NAV e simili? Ad esempio, non sarebbe  il caso di rivedere NAV (navi da crociera enormi a passeggio nella Laguna di Venezia)? Quanto a TRIV, pochi credono che non si potesse cambiare rotta: bastava muoversi subito con revoca in autotutela, richiesta nuovo parere a Commissione indipendente, valutazione degli effetti ecologici negativi anche indotti (idrogeologici, sismici, su vita marina e sottomarina, ecc.), analisi costi-benefici con raffronto alle royalties assai maggiori imposte altrove in situazioni analoghe. Sarebbe stato chiedere troppo? Notizia dell’ultimo minuto: pare che la protesta abbia avuto effetto, si prepara una “moratoria” nel Decreto Milleproroghe!

Paesaggio?

Qualcuno dovrebbe rammentarsi che l’Italia aveva sottoscritto solennemente, all’alba del Terzo Millennio a Palazzo Vecchio a Firenze, la fondamentale Convenzione del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Ma che successivamente, con la ben nota coerenza, aveva scatenato un frenetico attacco ai panorami più spettacolari, agli orizzonti più inviolati, agli scenari più entusiasmanti del BelPaese: quelli che avevano incantato e ispirato artisti, poeti e viaggiatori stranieri del Grand Tour. Cementificazioni, capannoni, impianti, pale eoliche e altri interventi nel nome di produzione, crescita, sviluppo, ricchezza. Mentre però manca ancora un vero Piano Energetico Nazionale. Per non tacere il fatto che non è neanche possibile avere una Mappa completa delle innumerevoli Centrali a Biomasse, esistenti o progettate, che stanno proliferando ovunque in Italia, grazie ai nefasti incentivi europei, con tutte le conseguenze ecologiche e sanitarie che si possono immaginare.

Foreste?

Ma il capitolo più preoccupante riguarda proprio le Foreste, che sembrano sfuggire come viscide anguille alla competenza dell’Ambiente, per restare esclusivo dominio dell’Agricoltura. E quindi ostaggio di una visione limitata, settoriale, materiale, produttivistica. Il ruolo essenziale del manto verde del Paese per equilibrio ecologico e idrogeologico, ossigeno e acque, biodiversità e clima è inconfutabile, ma non sembra stimolare le meningi dei responsabili. Che raggiungono vertici inimmaginabili allorchè, in un recente squinternato provvedimento, riducono il patrimonio forestale a semplice sottocategoria del Turismo. Incredibile, ma vero. Dopo la soppressione della Forestale e il barbarico Testo Unico Forestale, non si poteva concepire di peggio. Al confronto, Attila e Genserico erano semplici dilettanti.

Biodiversità?

Il Ministro ha già dato prova di attenzione alla Fauna da proteggere, per esempio non cedendo alle beote pressioni per sterminare l’animale più calunniato, il Lupo appenninico: ma ora è necessario fare molto di più. Se la sua iniziativa di creare nuove ZPS (= Zone Speciali di Conservazione)  appare quanto mai valida, non va però trascurato ciò che sta avvenendo nelle Zone già esistenti, che debbono sempre essere strenuamente difese dai continui attacchi di quanti vorrebbero riaprirle alla caccia, oppure offrirle su un piatto d’argento alla speculazione in agguato. Come nel caso della storica Diaccia-Botrona presso Castiglion della Pescaia, angolo di Maremma pullulante di Biodiversità, con straordinari Uccelli stanziali e migratori, fauna e flora rare e ricche di endemismi. Un Paradiso naturale che la Provincia di Grosseto ha ora improvvidamente messo in vendita, e si può ben immaginare in quali mani potrebbe finire. Le Associazioni protezionistiche, con Italia Nostra in prima linea, hanno lanciato l’allarme, ma fino a questo momento non si è avuta notizia di azioni decisive per scongiurare il pericolo. Eppure un intervento dall’alto potrebbe congelare tutto, ad esempio inserendo nel fantasmagorico Decreto Milleproroghe l’assoluto divieto di mutamento di destinazione delle ZPS, senza un preventivo e motivato assenso del Ministero dell’Ambiente. Quali Associazioni sono pronte a esercitare legittime pressioni per ottenere il congelamento o la moratoria? Confidiamo su Italia Nostra e sulla LIPU, e certo il Comitato Parchi sarà sempre con loro: ma quali altri Gruppi e Movimenti potrebbero aggiungersi?

Aree Protette?

Non siamo a conoscenza di grandi iniziative innovative su Parchi Nazionali e Regionali, Riserve Naturali e Parchi Marini, ma le voci circolanti sembrano davvero poco rassicuranti. Si attende che vengano rinnovati i vertici di alcuni Parchi importanti, e questo, dopo anni di inerzia e caos, potrebbe apparire confortante. Senonchè, si sussurra che verranno affidati all’Arma Benemerita, con ruoli apicali  nelle mani non delle persone particolarmente competenti e qualificate, ma dei Carabinieri Forestali, ovvero di “militari”. Sarebbe il colmo! Dopo aver criticato la fallimentare riforma che aveva smantellato la Forestale, e l’assurda incostituzionale pretesa di regalare alla Benemerita (che avrebbe già parecchio da fare contro delinquenze comuni e organizzate), un servizio pubblico di antica e vasta esperienza, in questo modo si completerebbe la “militarizzazione” della Conservazione della Natura! Avallando e legittimando i precedenti passi sbagliati, che già tanti danni culturali, ambientali, socioeconomici, ecologici hanno provocato. Qualcosa di simile non si era mai visto in un Paese civile. Persino negli USA, dove il Ranger dei famosi Parchi Nazionali è rispettata figura di Agente Federale con giurisdizione esclusiva (exclusive jurisdiction), quando si arresta un ladro o un bracconiere, li si consegna poi allo Sceriffo (Marshal) della Contea e al Giudice competente, per ritornare subito attivi “sul Fronte della Natura”. Non resta che augurarci che queste “voci di corridoio” siano prive di fondamento, e che il Ministro le smentisca, affidando la guida dei Parchi ai più capaci. Evitando di far dipendere da militari il personale civile, e chiamando i migliori Carabinieri Forestali (che certo non mancano) a collaborare con lui al Ministero. Perché, se c’è un’esigenza prioritaria da soddisfare, nessuno ne dubita, è anzitutto quella di cambiare, rafforzare, rinnovare struttura e organizzazione tecno-burocratica. Non soltanto mutando il “contenitore” (lodevolissimo il prossimo trasferimento di Sede!), ma anche e soprattutto rigenerando il “contenuto”. Lo suggeriamo anche nell’interesse dell’immagine dei Carabinieri Forestali: su ciascuno di loro, appena diventato Direttore di un Parco, pioverebbero, lo diciamo per esperienza comune, valanghe di false accuse. Alle quali seguirebbero i consueti avvisi di garanzia, pubblicati dai media con grande risalto, come condanne senza scampo … E l’immagine del Carabiniere Forestale, pur se integerrimo, adamantino e innocente, in un Paese drogato da sospetti e pettegolezzi, ne finirebbe irrimediabilmente compromessa.

Franco Tassi & Collaboratori

Centro Parchi Internazionale

Roma, 10 Gennaio 2019

 

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