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Il Regno della Natura vivente – 2. I QUATTRO ELEMENTI

Nei precedenti paragrafi abbiamo visto come l’intero universo sia stato formato a partire dalla Luce. Questa Luce non è quella luce che vediamo, bensì la Luce spirituale, da cui tutto ha avuto origine.

In realtà, esistono due luci: la luce visibile e la luce invisibile, che è la quintessenza della Creazione. Alcuni idiomi danno infatti, a questi due tipi di luce, un nome diverso. Così in bulgaro, per esempio, ci sono due termini: “Svetlina” e “Videlina”. La parola Svetlina significa luce fisica, ed è formata sulla radice del verbo brillare, mentre Videlina significa luce spirituale, ed è formata sulla radice del verbo vedere. Solo la luce spirituale può darci la vera visione, e poiché il mondo fu creato grazie a tale luce, soltanto quella può rivelare i segreti della Creazione. [1]

Dalla Luce spirituale, Videlina, si sono condensati e formati i quattro elementi, il Fuoco, l’Aria, l’Acqua e, infine, la Terra. Questi quattro elementi li ritroviamo in tutti i vari piani, da quello fisico, eterico, astrale, mentale, fino ai piani più spirituali. Con le comuni categorie interpretative di cui disponiamo, è difficile, se non impossibile, comprendere e immaginare come questi quattro elementi possano manifestarsi nel piano spirituale. Per questo, la Bibbia, così come altre antiche tradizioni esoteriche, ha rappresentato metaforicamente i quattro elementi del mondo Divino, sotto forma di quattro Animali sacri. Questi stessi Animali sacri li ritroviamo anche nell’Albero Sefirotico, particolarmente nella sephira Kheter: il Leone rappresenta l’elemento Fuoco, l’Aquila l’Aria, l’Uomo l’Acqua e il Toro l’elemento Terra.

I quattro elementi, così come li conosciamo sul piano materiale, sono solo l’aspetto più condensato dei quattro elementi divini, la cui radice si trova nella sephira Kether e ai quali la Kabbalah ha dato il nome di Hayot ha-Kodesch, vale a dire Animali sacri che, nella religione cristiana, corrispondono ai Serafini. Questi quattro Animali hanno la forma di un Leone, di un Toro, di un’Aquila e di un Uomo, essendo, fra gli altri, anche l’uomo un animale. Naturalmente ciò non vuol dire che i Serafini abbiano il muso di leone o di toro… È soltanto un modo di presentarli e di far sentire le relazioni sottili esistenti fra loro e fra i vari stati della materia che rappresentano. [2]

I quattro elementi esistono pertanto in tutti i piani: fisico, eterico, astrale, mentale e nei piani spirituali; e grazie al principio enunciato da Hermes Trismegisto – Tutto ciò che in alto è come ciò che è in basso, e ciò che in basso è come ciò che è in alto –, sappiamo che attraverso lo studio delle leggi e delle corrispondenze che regolano il piano fisico possiamo comprendere le caratteristiche che i quattro elementi assumono nel piano eterico, come anche nei piani più sottili.

In molte tradizioni esoteriche e spirituali questi quattro elementi li ritroviamo, con diversi nomi e appellativi; Aïvanhov ci spiega che:

Gli antichi hanno definito i quattro elementi in relazione ai quattro stati della materia: solido, liquido, gassoso, igneo. Tutto ciò che è solido lo hanno chiamato “terra”; tutto ciò che è liquido, “acqua”; tutto ciò che è gassoso, “aria”; e tutto ciò che è igneo – ossia il calore e la luce – lo hanno chiamato “fuoco”.[3]

Possiamo trovare corrispondenze interessanti anche tra i quattro elementi e il corpo fisico:

Il sistema osseo corrisponde al mondo minerale e, come quest’ultimo, svolge il ruolo di supporto materiale. Sulle ossa sono attaccati i muscoli, così come la vegetazione è abbarbicata al suolo. Il sistema circolatorio, con le arterie e i vasi sanguigni, corrisponde ai fiumi, ai corsi d’acqua, ai laghi, poiché l’acqua è il sangue della Terra che nutre tutta la vegetazione. Il sistema respiratorio corrisponde, ovviamente, all’aria. E infine, il sistema nervoso, dal quale dipende tutto il funzionamento dell’organismo, corrisponde al fuoco, al Sole, che con la sua luce e il suo calore crea e alimenta ogni forma di vita.[4]

Il lavoro con i quattro elementi è molto importante, in quanto ognuno di essi è collegato con determinate forze, energie e qualità, e grazie a queste loro caratteristiche possiamo lavorare su molti aspetti del nostro essere. La terra è collegata al principio della stabilità, l’acqua alla purezza, l’aria della saggezza e il fuoco al principio dell’Amore Divino. Queste caratteristiche, oltre ad essere qualità su cui l’essere umano è chiamato a lavorare, rappresentano anche delle prove e, non a caso, Aïvanhov ci spiega che un essere umano affronta, nella propria vita, principalmente quattro tipi di prove, le quali sono in relazione con ciascuno dei quattro elementi:

Per evolvere noi dobbiamo passare determinati esami, affrontare grandi prove. Soffriremo, certo, ma se riusciamo a superarle, sapremo almeno di che cosa siamo capaci. Tali prove sono in relazione con i quattro elementi – la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco – e ci si presentano di continuo nel corso di tutta la nostra vita. Le prove della terra sono come un sisma: verificano la nostra volontà, la nostra pazienza e la nostra stabilità. Le nostre fondamenta, a immagine di quelle della piramide, sono sufficientemente solide? Le prove dell’acqua toccano il mondo dei sentimenti. Esse ci immergono nei flutti neri dell’odio, del tradimento, e il nostro amore deve poter neutralizzare tutti quei veleni. Le prove dell’aria sono prodotte dai tornado e dagli uragani: il nostro intelletto perderà la sua direzione, oppure continuerà ad avere una visione chiara e a ragionare correttamente? Le prove del fuoco sono le più terribili. Esse bruciano tutte le impurità che impediscono alla nostra anima di unirsi alla Causa prima, la Sorgente di tutte le esistenze. Per poter trovare Dio, dobbiamo passare per il fuoco purificatore.[5]

 

Creature dell’invisibile

Nella Scienza dello Spirito lo studio e l’analisi dei quattro elementi non si ferma però alla parte fisica e simbolica, ossia alle qualità e alle caratteristiche di ogni singolo elemento: essa cerca di spingersi ben oltre, per comprendere cosa siano i quattro elementi nei piani spirituali. Abbiamo visto che tutto ciò che esiste in basso esiste anche in alto, ma in che forma? Evidentemente la risposta ad un simile quesito presuppone una visione non materialistica dell’esistenza: in “alto” come in “basso” agiscono le medesime forze ed energie vive, e le medesime Entità energetiche e spirituali, tutti sottoposti ai medesimi principi e alle stesse leggi di ordine superiore.

Ciò che per noi è un fiume, una pietra, un semplice fuoco, nel piano spirituale si manifesta come energia sotto forma, di Entità, Spiriti di Natura, Deva della Natura, Angeli, Arcangeli e via dicendo, in base a livelli vibrazionali sempre più elevati, fino a giungere Dio stesso.

In questa parte del presente articolo, introduciamo il mondo delle creature che esistono nell’Invisibile. Come riportano molte tradizioni religiose, tra cui quella ebraica e cristiana, esiste una gerarchia angelica al di sopra dell’uomo e anche una gerarchia inferiore: Angeli e demoni, un tempo ben presenti nell’immaginario collettivo, ed oggi relegati al solo mondo dell’esoterismo. Si direbbe che in pochi, anche tra i cristiani, credano veramente a queste Entità dell’invisibile e, d’altronde, pressoché nessuno le “vede” ed ha rapporti o scambi con loro.

Su questo tema Aïvanhov si è espresso in modo chiaro e preciso:

I Libri sacri di tutte le religioni menzionano l’esistenza di creature invisibili, la cui presenza non è priva di importanza per la vita e il destino degli uomini. La religione cristiana le ha divise in due grandi categorie: gli spiriti della Luce e gli spiriti delle tenebre, gli Angeli e i demoni. Altre religioni hanno insistito maggiormente sugli Spiriti di Natura che dimorano nei quattro elementi. Molte volte vi ho parlato di quelle Entità, e particolarmente delle Gerarchie angeliche citate nella Kabbalah, riprese poi dalla tradizione cristiana. Io personalmente credo nel mondo invisibile, anzi credo solo in quello: tutta la nostra esistenza ne è retta e impregnata. Perfino le nostre sensazioni di benessere e di gioia, come quelle di sofferenza e di dolore, sono collegate alla presenza di creature invisibili, che attiriamo con il nostro modo di vivere. Obietterete: “Ma noi non le vediamo, quindi secondo noi non esistono”. Ditemi, si può forse chiedere a un cieco di pronunciarsi su quello che non vede? Se foste chiaroveggenti, quando provate una grande gioia, vedreste una moltitudine di esseri alati accorrere accanto a voi, carichi di doni di luce che, cantando e danzando, lasciano al loro passaggio scie di colori cangianti e profumi deliziosi.[6]

Ebbene, ora è venuto il momento di cambiare atteggiamento: il mondo invisibile è una realtà, una realtà ancora più importante del mondo visibile, ed è per questo che dovrà diventare oggetto della vostra attenzione prima di ogni altra cosa. E quando vi concentrerete sul lavoro interiore sentirete che tutto quanto di puro e luminoso state vivendo vi unirà ad altre esistenze e ad altre correnti, fino all’infinito. Finché concentrerete la vostra attenzione unicamente sul mondo visibile e materiale vi imporrete delle limitazioni, impoverendovi e materializzandovi. Se invece lavorerete col mondo invisibile che è ricchezza, che è immensità, vi legherete a tutte quelle Forze creatrici, a tutte quelle Entità luminose che circolano fra le stelle, le costellazioni e i mondi che popolano l’universo: solo allora comprenderete cos’è la Vita Divina.[7]

Al fine di instaurare un corretto rapporto con la Natura, con il contesto ambientale in cui viviamo, occorre dunque considerare queste creature come una realtà, sforzarsi di credere nella loro esistenza e cercare di entrare in contatto con loro. A tale scopo è utile cercare di sviluppare la percettività nei confronti delle energie sottili e invisibili, sviluppando gli organi di senso spirituali, poiché attraverso i nostri corpi sottili, eterico, astrale, ecc. è possibile percepire le energie del livello vibrazionale corrispondente, come anche le Entità che in esso vivono. Ma vediamo di conoscere meglio queste creature.

 

Gli Angeli e gli Spiriti dei quattro elementi

In base alle riflessioni fin ora viste possiamo affermare che tutte le manifestazioni nel piano fisico dei quattro elementi – come un mare, un fiume, una montagna, un fuoco, il vento – esistono, sotto forma di Entità invisibili, anche nei piani sottili, e sono proprio queste Entità del mondo invisibile che ne dirigono e governano l’esistenza. Per ognuno dei quattro elementi esiste un “Angelo” – Entità energetiche che vivono nel piano astrale – che presiede alla manifestazione di quell’elemento nel piano eterico e nel piano fisico. Questi quattro Angeli sono gli Angeli dei quattro elementi. Afferma Aïvanhov:

I quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco) sono governati da determinati Angeli, servitori di Dio.[8]

I quattro elementi governati ciascuno da un Angelo, non sono solo una realtà del piano fisico, ma esistono in tutti i piani, da quello eterico fino ai piani più spirituali. La sostanza corporea di tutte le creature dell’invisibile, proprio come la nostra, è quindi formata dai quattro elementi ma, mentre nel nostro caso si tratta dei quattro elementi del piano fisico, nel loro caso avremo i medesimi quattro elementi ma “composti” dall’energia del piano vibratorio (eterico, astrale, mentale o spirituale) in cui vivono. Le Entità angeliche ad esempio, che vivono nel piano astrale superiore, avranno un corpo composto dai quattro elementi del piano astrale, cioè fatti “concretamente” di energia astrale. Ogni Angelo è quindi costituito, in misura variabile dall’energia astrale dei quattro elementi.

Per quanto riguarda invece i quattro Angeli che governano i quattro elementi, ognuno di essi è formato principalmente dall’energia astrale dell’elemento che presiede per cui, ad esempio, il corpo dell’Angelo dell’Acqua sarà formato dall’energia dell’acqua del piano astrale. Ognuno di questi quattro Angeli dirige, nei piani inferiori – quello eterico e quello fisico – la manifestazione dell’elemento che governa. Nel piano eterico troviamo invece gli Spiriti dei quattro elementi, il cui corpo è composto da energia eterica, ed essi sono come una sorta di “operai”, nel senso che eseguono il lavoro indicato da questi quattro Angeli.

Come accennato esistono anche gerarchie inferiori, in cui troveremo esattamente gli stessi piani: fisico, eterico, astrale, mentale ecc, ma decaduti e degenerati, ossia allontanatisi dalla Sorgente Divina. Essi lavorano per quella “corrente” che chiamiamo il male. Secondo la Scienza dello Spirito anche questa corrente è al servizio dell’Intelligenza Divina: per resistere e trasformare le azioni di queste entità inferiori, volte a contrastare il percorso evolutivo dell’essere umano, l’uomo deve necessariamente sviluppare determinate qualità e virtù.[9]

Attraverso l’elemento fisico ci possiamo collegare con l’Angelo che governa quell’elemento perché naturalmente esiste una connessione, si tratta sempre della stessa materia che si manifesta su un piano più sottile. In altri termini, attraverso l’acqua possiamo collegarci con l’Angelo dell’Acqua, osservando un fuoco o una semplice candela, possiamo entrare in contatto con l’Angelo del Fuoco, e via dicendo.

È utile entrare in contatto con le Entità superiori dei piani eterici e astrale, perché questo permette di compiere un lavoro di purificazione dei corpi energetici. Ad ogni pasto, ad esempio noi “incontriamo” tutti e quattro gli elementi, e Aïvanhov suggerisce questo esercizio:

 I quattro elementi li ritroviamo nel cibo che assumiamo ogni giorno. Sì, poiché il cibo presenta i quattro stadi della materia: solido, liquido, gassoso, igneo. Ecco perché ogni pasto può diventare un’occasione per comunicare con gli Angeli dei quattro elementi: con l’Angelo della terra affinché dia la solidità e la fermezza al nostro corpo fisico, con l’Angelo dell’acqua affinché purifichi il nostro cuore, con l’Angelo dell’aria affinché apporti la mobilità e la lucidità al nostro cervello, e infine con l’Angelo del fuoco affinché infiammi la nostra anima e il nostro spirito.[10]

In tutte le antiche culture e tradizioni si parla diffusamente e spesso anche in maniera dettagliata degli Spiriti dei quattro elementi. Nelle storie che un tempo si tramandavano nelle famiglie, si narrava sempre di questi esseri della Natura, chiamati anche il Piccolo Popolo, cui sono stati attribuiti i più svariati nomi. La Scienza dello Spirito li ha divisi in quattro categorie, proprio in base ai quattro elementi. Aïvanhov li descrive così:

Vi dirò solo qualche parola su queste quattro categorie di creature: esiste infatti a tale proposito una vasta letteratura dalla quale potrete ricavare notizie più dettagliate.

Gli Gnomi sono degli esseri molto piccoli, simili all’uomo: hanno braccia, gambe, naso, occhi, orecchie, ma le loro espressioni sono a volte poco estetiche e ridicole poiché il loro volto e i loro corpi non hanno alcuna simmetria. A detta dei chiaroveggenti, che li hanno scorti, si vestono in modo strano e portano piccoli cappelli a punta, esattamente come sono stati disegnati i sette nani della favola di “Biancaneve”. Essi sorgono dalle rocce, dalla terra e vi si inabissano senza difficoltà: infatti, poiché la materia di cui sono composti non è simile alla nostra, la terra non oppone loro resistenza alcuna. In loro predomina l’elemento terra: si compongono di poca acqua, di pochissima aria e ancor meno di fuoco. Di quando in quando essi si condensano per rendersi visibili agli occhi degli uomini. Gli Gnomi si occupano di tutte le ricchezze della Terra, dei metalli e delle pietre preziose di cui sono i guardiani, e capita che ne facciano dono a coloro che hanno saputo creare legami d’amicizia con loro. Non sono molto comunicativi, però si può familiarizzare con loro. Certi hanno l’abitudine di entrare nelle case dei contadini dove vivono rannicchiati presso i camini; gli abitanti non li vedono, ma senza saperlo traggono beneficio dalla loro presenza amica.

Anche le Ondine hanno una forma umana: sono un po’ più grandi degli Gnomi, ma più piccole degli uomini e per la maggior parte sono di sesso femminile e dotate di grande bellezza. Esse hanno una predilezione per gli ambienti acquatici, i fiumi, le cascate, gli stagni, i laghi, i mari e gli oceani. Sembra che siano più amabili e più gentili degli Gnomi e si innamorino spesso degli uomini. Capita che alcuni le sposino, ma è pericoloso, perché sono molto gelose e possono vendicarsi di un marito infedele, strangolandolo o pugnalandolo.

Le Silfidi abitano nelle foreste, sulle montagne, sono molto più grandi degli uomini e hanno un aspetto molto maestoso. Dotate di notevole intelligenza, sono amiche dei filosofi e dei pensatori e talvolta li istruiscono. Si spostano nello spazio e cambiano all’improvviso sembianze e dimensione; lavorano sulle nuvole, le modellano in modo che chi riesce a leggere le loro forme può conoscere molte cose e predire il futuro.

È molto più difficile frequentare le Salamandre. Soltanto i maghi e gli Iniziati possono ottenere la loro amicizia e, grazie a questa, diventare molto potenti, generare fuoco e scagliare fulmini. Le Salamandre vivono nel fuoco, poiché la loro materia è composta soprattutto da particelle ignee.[11]

Queste creature della Natura si occupano di tutte le manifestazioni della Natura, lavorando sul piano energetico. Malgrado la materia di cui sono composti sia energia eterica, queste piccole creature possono decidere di materializzarsi e rendersi visibili sul piano fisico. Le condizioni necessarie per poter vedere gli Spirti della Natura sono principalmente due: 1. bisogna credere nella loro esistenza; 2. bisogna avere un cuore puro.

Non a caso i bambini riescono a vederli con facilità: credono in queste creature e il loro cuore è puro. Lo sviluppo del piano intellettuale e i condizionamenti familiari purtroppo fanno sì che queste condizioni, col trascorrere degli anni, svaniscano. Oltre a queste due condizioni bisogna però che questi Spiriti decidano di manifestarsi altrimenti, nonostante la sussistenza di queste due caratteristiche, non sarà comunque possibile vederli.

Per me, il mondo delle creature invisibili è altrettanto reale di quello degli umani. Anche se non li vedo, sento che lo spazio è abitato da tutti questi esseri ai quali è stato dato il nome di “fate”, “Spiriti della Natura” o “Spiriti dei quattro elementi”. Di tanto in tanto, queste creature vengono a posarsi su di me, sulle mie spalle o sul mio capo; si proprio come degli uccellini, ma voi non li vedete… E possono posarsi anche su di voi. Può accadere che i bambini vedano queste creature.

Nel corso dei primi anni, i bambini vivono in stretto contatto con gli esseri invisibili; sorridono a quegli esseri, e fra loro si svolgono conversazioni in cui i bambini ascoltano e rispondono. Ma quando ne parlano agli adulti, e in particolar modo ai genitori, questi non si mostrano interessati oppure li fanno tacere: “Cosa sono tutte queste invenzioni?” Allora, dal momento che non vengono creduti, i bambini non dicono più nulla e cominciano a dubitare di quello che hanno vissuto, fino al momento in cui lo dimenticano. Quest’oblio si verifica verso i sette anni di età. Se gli adulti accettassero di dare ascolto ai racconti dei bambini e li interrogassero, avrebbero delle rivelazioni stupefacenti; in questo modo si privano di qualcosa di molto prezioso.[12]

Naturalmente, esistono persone con doti di chiaroveggenza che hanno maggiore facilità nel vedere e nell’entrare in contatto con queste Entità, ma per la maggior parte delle persone questo tipo di contatto visivo è piuttosto complesso.

Si può comunque sviluppare la capacità di percepirli senza vederli, ossia di sentire la loro presenza energetica, che porta sempre con sé un senso di leggerezza e di gioia al cuore.

Queste creature, che ritroviamo in tutte le tradizioni spirituali, come anche nei racconti popolari, sono una realtà e l’essere umano dovrebbe iniziare a considerare seriamente la loro presenza, in quanto la vitalità della Terra e di tutti gli ambienti, dipende in gran parte dal loro operato.

Vedremo più avanti che tipo di collaborazione possiamo avere con gli Spiriti di Natura, ma prima analizziamo, sempre da questa prospettiva, i tre Regni.

 

 

[1] Aïvanhov, O. M., Le porte dell’invisibile, Prosveta, 2008, p. 104.

[2] Aïvanhov, O. M., I frutti dell’Albero della Vita, Prosveta, 2006, p. 86.

[3] Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2015 (26 marzo), Prosveta, 2014.

[4] Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2018 (21 luglio), Prosveta, 2017.

[5] Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2015 (2 febbraio), Prosveta, 2014.

[6] Aïvanhov, O. M., Le porte dell’invisibile, Prosveta, 2008, pp. 16-17.

[7] Aïvanhov, O. M., Le porte dell’invisibile, Prosveta, 2008, p. 22.

[8] Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2016 (11 gennaio), Prosveta, 2015.

[9] “Porsi continuamente domande sulle ragioni dell’esistenza del male può solo indebolirci; e voler sopprimere il male è un’impresa che, già in partenza, è votata al fallimento. Allora cosa bisogna fare? Rafforzarsi per potergli resistere. In inverno, cosa si fa per proteggersi dalla pioggia, dalla neve, dalle intemperie, dal freddo? Si esce forse di casa per ordinare alle forze della Natura di acquietarsi? Nelle fiabe, sì, accadono cose simili, ma nella vita corrente ci si occupa della propria casa, la si consolida, si verifica che sia ben isolata, si installa un buon riscaldamento, e così si sta tranquilli. Ebbene, è così che la saggezza ci dice di agire nei confronti del male. Anziché lottare direttamente contro di esso, occorre impegnarsi solo a diventare più resistenti, in modo da comprendere e agire meglio. In tal modo, un male che in altre circostanze ci avrebbe abbattuto, contribuisce invece a rafforzarci, a nobilitarci e a migliorare la nostra salute.” Tratto da Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2018 (6 marzo), Prosveta, 2017.

[10] Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2015 (26 marzo), Prosveta, 2014.

[11] Aïvanhov, O. M., I frutti dell’Albero della Vita, Prosveta, 2006, pp. 275-276.

[12] Aïvanhov, O. M., Per diventare un libro vivente, elementi autobiografici 1, Prosveta, 2011, pp. 360-361.

 

 

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